Sala/Torri

ALTROVE!

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SINOSSI SPETTACOLO

Ariele è una brava persona, educata, sorridente e di sani principi: ama tutto ciò che è candido, lindo e sicuro.  Ariele vuole andare ad Altrove, la città del futuro: bianca, asettica e ipercontrollata; ma per farlo deve passare la Selezione.  Ariele si sta preparando per raggiungere il suo obiettivo. Ariele cerca di tenere tutto sotto controllo, ma nel corso della serata le cose cominciano a sfuggirle di mano.

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ALTROVE è un monologo sull’ossessione per la perfezione. Il ritratto di una donna tutta d’un pezzo e dei frammenti di sé che pian piano si svelano e la raccontano. Ariele è un personaggio estremo e nonostante ciò prossimo e familiare, che suscita in fondo un po’ di tenerezza.

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PROGETTO

Altrove nasce dall’incontro di Teresa Sala, regista e videomaker, e Silvia Torri, attrice.  L’idea è lavorare sull’ossessione per la pulizia: pulizia del corpo e della casa che divine pulizia sociale, decoro e paura di tutto ciò che è estraneo e diverso. La casa e i suoi oggetti diventano i coprotagonisti dello spettacolo: l’attrice ci dialoga e li manipola per dare forma alle sue ossessioni. Altrove è uno spettacolo teatrale pensato per spazi piccoli e intimi: la drammaturgia e la regia sfruttano la vicinanza con gli spettatori per creare un racconto intimo e un lavoro sulla mimica molto dettagliato.

Lo spettacolo ha debuttato a maggio, in forma di studio, all’interno della rassegna Il Teatro delle Case, organizzato dall’associazione teatrale Opus Personae.

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BREVE DIARIO DELLA RESIDENZA

A gennaio siamo state in residenza a Camere D/Aria per creare uno spettacolo teatrale. Per una settimana abbiamo lavorato, mangiato e dormito dentro questo spazio incredibile.

Il nostro scopo, durante questa residenza, era ripensare la struttura
del monologo attraverso improvvisazioni, letture ed elaborazioni di
contenuti video. Nei primi giorni abbiamo accumulato materiale
esplorando le potenzialità degli oggetti di scena, dello spazio,
immaginando quanto di più strano e folle ci potesse venire in mente,
poi abbiamo selezionato i materiali utili e infine abbiamo messo mano
alla sceneggiatura modificando la struttura e riscrivendo parte del
monologo. L’ultimo giorno ci siamo dedicate alla performance di
restituzione della residenza.

Visto che lo spettacolo non era pronto ma avevamo delle suggestioni e dei frammenti abbozzati abbiamo pensato di presentare quelli sotto forma di performance, invece che fare una lettura del testo. I pezzetti dello spettacolo sono stati sezionati, divisi, ampliati, modificati e arricchiti, cercando un dialogo tra le sue potenzialità e lo spazio. E lo spazio stesso ci ha suggerito la messa in scena: la performance doveva avvolgere lo spettatore e sfruttare tutti gli angoli possibili e tutti i materiali presenti (il palchetto, i divani, gli specchi, la stufa a pellet, ecc). Abbiamo anche deciso di integrare la cena nella performance: non prima e dopo ma durante così che il pubblico stesse sempre sull’attenti. In scena eravamo in tre: Teresa, Silvia e Claudia, una splendida ragazza polacca che sta facendo il servizio volontario europeo a camere d/aria. Lo spettacolo finale vedrà in scena solo Silvia ma in quest’occasione ci sembrava più interessante avere tre presenze invece che solo una. Siamo convinte sia stata la scelta giusta. La performance si è svolta come una serie di quadri autonomi che ruotano attorno ad uno stesso tema: l’ossessione per la perfezione. Abbiamo coinvolto gli spettatori sia in maniera indiretta, brindando con loro, sia in maniera diretta chiedendogli di rispondere ad alcune domande scritte sulle tovagliette di carta su cui stavano mangiando. Silvia ha poi letto le risposte ad alta voce.

Non sapevamo bene come ne saremmo uscite perché
la performance era stata montata in pochissimo tempo quasi senza
prove. Un salto nel vuoto. Il pubblico ha risposto partecipando e lasciandosi trascinare. Abbiamo ancora tanto da lavorare per
questo spettacolo ma questa settimana è stata preziosa. Grazie a
tutti i partecipanti.

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https://www.facebook.com/Cam.d.Aria/videos/o.1078218762228327/773169832783989/?type=2&theater

Foto di Carlos Nues