Camere d’Aria RI-APRE le PORTE!

Signore e Signori,

Dopo una lunga attesa, ritorna il primo concerto dal VIVO a Camere d’Aria! 

àQuando? Il 20 giugno 2020 ore 20.00, in occasione della giornata internazionale del rifugiato*!

Cosa? Concerto per un musicista, solo LIVE & in streaming radiofonico!
http://amarceurope.org
http://radiospore.oziosi.org/

Chi? Concerto con NASER WALO, Suonatore di Saz!

Ringraziamo https://soundroutes.eu/ per la collaborazione e la diretta streaming a livello internzionale grazie al sostegno di Amarc (Association Mondiale Des Radiodiffuseurs Communautaires) http://amarceurope.org
e a livello locale grazie a Radiospore http://radiospore.oziosi.org/

Posti limitati, prenotazione necessaria: 3396171306 (Silvia)

*Giornata internazionale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, per commemorare l’approvazione nel 1951 della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati(Convention Relating to the Status of Refugees) da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite ecelebrata per la prima volta nel cinquantesimo anniversario della Convenzione nel 2001.

Mascherine Artistiche

Da Lunedì 4 Maggio troverai a Camere d’aria Mascherine artistiche Made by Sartofficina Popolare.

Taglie per adulti e bambini.

Offerta libera e consapevole!!!

Con le nostre mascherine sosteniamo la campagna di crowfunding per l’iftar solidale fino a fine ramadan a Bologna e Casablanca:

Per informazioni:

email cameredariainfo@gmail.com

cell: 3396171306

Krila – Teatro dell’Oppresso

Dopo una lunga ricerca Krila ha trovato casa a Camere d’Aria perdendo il carattere di associazione ma acquistando quello di progetto permanente all’interno degli spazi di Camere d’Aria e dell’associazione Oltre che lo gestisce. Il progetto Krila propone laboratori di primo e di secondo livello di Teatro dell’Oppresso. Inoltre è impegnata in scambi internazionali con altri gruppi praticanti del TDO ed ha partecipato all’ultima giornata mondiale del TDO tenutasi a Barcellona il 16 marzo 2019.

Il Teatro dell’Oppresso nasce ad opera di Augusto Boal, uomo di teatro brasiliano che, negli anni ’50, comincia un percorso di ricerca esistenziale (attraverso i paesi del Sudamerica fino in Europa) e metodologico (partendo dal metodo Stanislavskij e dal teatro di Brecht, fino a forme analoghe allo Psicodramma moreniano), che approderà ad una forma di teatro politico e sociale nuovo, nutrito, dal punto di vista pedagogico, dell’opera di Paulo Freire: il Teatro dell’Oppresso (TdO).

Tra gli anni ’60 e ‘70, Boal si misura e sperimenta le limitazioni della libertà imposte dai regimi dittatoriali in Brasile e Argentina; successivamente si trasferisce in Europa dove incontra una differente forma di oppressione, quella psicologica tipica delle moderne società occidentali.

Il TdO si presenta come forma di teatro non convenzionale, con una forte valenza politica (anche se rifiuta la tentazione ideologica) ed educativa. Nel TdO si sperimentano direttamente le “meccanizzazioni” corporee e comunicative che ognuno di noi sedimenta nella vita quotidiana e, attraverso l’incontro con l’altro, il soggetto intraprende un percorso di “coscientizzazione”, passo primo e necessario verso il cambiamento.

Il TdO non pretende di fornire alcuna verità, si propone piuttosto come pratica maieutica che spinge gli individui verso il dialogo e il confronto, verso la ricerca di risposte nuove e non stereotipate. Esso propone un insieme di tecniche con l’esplicita finalità di attivare processi di conoscenza e di trasformazione delle realtà oppressive.

Quasi sempre, le manifestazioni di Teatro dell’Oppresso sono caratterizzate da un clima e da toni che si avvicinano di più all’ironia che alla drammaticità: la relazione oppressori/oppressi non viene mai semplificata come contrapposizione tra buoni e cattivi o tra forti e deboli ma viene mostrata in tutta la sua complessità.

Per ulteriori informazioni potete contattare Camere d’Aria oppure scrivere a krilatdo@gmail.com.

COMUNICAZIONE URGENTE

Bologna, 8 marzo 2020

A tutti i Soci dell’Associazione Oltre… e simpatizzanti

Carissime e carissimi,

da più di venti anni esprimiamo solidarietà, inclusione, trasversalità, ironia e bellezza.

Come sapete, siamo di fronte a una situazione di grave emergenza.

Le cose capitano per caso. E il caso ha voluto che un virus mutasse in modo da attaccare il genere umano. E che il contagio si diffondesse nel nostro Paese prima che in altri posti. Abbiamo alcune informazioni, anche se la ricerca sul nuovo coronavirus è agli inizi. Si trasmette mediante la saliva degli infetti, probabilmente anche prima che si manifestino i sintomi. Ha una mortalità di circa il 3%, che è molto più di una normale influenza, soprattutto fra gli anziani e le persone già malate.

Bologna, per fortuna, finora è stata abbastanza preservata. Pochi contagiati. Ma è importante diminuire il più possibile il contagio, facendo tutto il possibile per evitare di condividere la saliva. Quindi nelle nostre sedi:

  1. riduciamo al minimo le attività che aggregano
  2. Laviamoci spesso le
  3. Non tocchiamoci naso, bocca e
  4. stiamo un po’ distanti da tutte le persone con cui
  5. Ridiamo molto.
  6. Esprimiamo al meglio le nostre emozioni.
  7. Vogliamoci
  8. Se mangiamo assieme, stiamo attenti a tutte le occasioni di contagio, bottiglie, bicchieri, piatti e posate.
  9. Telefoniamo agli amici per esprimere solidarietà, soprattutto se sono relegati in zona
  10. Se abbiamo dei sintomi tipo tosse, febbre e catarro, indaghiamo subito la causa e cerchiamo di non contagiare nessuno.

Conto sulla collaborazione di tutti. Un grande abbraccio

Il Presidente

Vincenzo Fano

Coincidenze? presenta: Sand And Sea

Primo Spettacolo della Rassegna Teatrale 2020 Coincidenze?

SAND AND SEA regia di Alessandra Cutolo

con la Compagnia Women Crossing:
Patience Sare, Silvia Gallerano, Deborah Offeh, Denise McNee, Livi Lupatelli, Confort Samuel

Inizio spettacolo Ore 21:00

Donne che hanno attraversato mondi. In fuga da situazioni insostenibili. Ammassate su camion, pick-up, jeep, a volte con figli in braccio, nel deserto. Senza cibo e senz’acqua a sufficienza. Esposte al pericolo continuo che il proprio corpo venisse venduto, comprato, fatto oggetto di violenza.Alla necessità di lasciare per strada chi non ce la fa, alla paura anche semplicemente di piangere un compagno morto. Minacciate, rinchiuse in ghetti, case di transito lungo il percorso, violate alcune, rinchiuse altre nelle prigioni libiche. Liberate, comprate, a tappe, più volte durante il percorso. Fino ad arrivare alle coste del mediterraneo.
Hanno attraversato il mare. La paura dell’immensità dell’acqua. Il sale che misto al gasolio corrode la pelle, la paura degli spiriti che fanno impazzire. Traghettate in maniera precaria, hanno raggiunto l’Italia. E si sono ritrovate a Roma, all’Esquilino, con altre donne, italiane, professioniste, dai vissuti più rassicuranti, con altre migranti che hanno affrontato la migrazione in modo meno estremo, con donne di religione differente, a praticare il gioco del teatro. Il rito che mette tutte in cerchio a sperimentarsi su un gesto, un movimento. Provando a ridere e piangere, a cantare e danzare. Ad entrare nel ritmo dell’altra, ad uscirne e proporne uno proprio. Accomunate dall’essere mamme di bambini che tutti i giorni si ritrovano a scuola assieme.
Assieme hanno formato una compagnia, hanno messo su uno spettacolo, SAND AND SEA, hanno portato lo spettacolo in giro, a Roma, a Pistoia, a Napoli. Nei teatri e negli spazi non convenzionali, nelle case occupate, nelle case delle donne, nelle associazioni, a scuola. Hanno partecipato a concorsi. Prima hanno messo in scena la storia di una di loro, intrecciata con le storie di altre, in una versione quasi fiabesca, in una lingua incerta, con intromissioni di altre lingue. Era una storia di un amore contrastato, e di un viaggio verso la salvezza. Ed era uno spettacolo in trasformazione continua, fondato su un canovaccio a cui si aggiungevano parti nuove a seconda della partecipazione di persone nuove. E in trasformazione è stato anche il registro stilistico, che da fiabesco si è progressivamente spostato verso il realismo. Quando si sono aggiunte questioni difficili da rendere pubbliche, come le storie di violenza o di tratta, la mistione di elementi favolistici o di finzione, con storie autobiografiche, ha trovato nell’indistinto dello spettacolo una via d’uscita salvifica.

Ingresso a Offerta Libera

Elementi di Tango

22-24 Maggio 2020 BOLOGNA
Elementi di Tango
1° Seminario di Formazione basato sul Sistema Dinzel e laDanzaMovimento-Terapia

Introduzione teorica

– Tecnica
– Intenzione ed Empatia.
– Creatività e Improvvisazione
Possibili Applicazioni

Quando:
Venerdí 18-21, Sabato 10-18, Domenica 11-15
SEMINARIO DI FORMAZIONE
per terapeuti e persone che lavorano in relazione di aiuto

Il Tango
offre la possibilità di sentire il proprio corpo, con presenza e stabilità
attraverso il contatto apre uno spazio per l’osservazione e l’incontro con se stessi
è un gioco di percezioni comuni e comunicazione
È sentire i limiti del compagno e i propri
è valutare la distanza necessaria a una comunicazione costruttiva e creativa
è il risultato di una cultura complessa, una danza nata in ambienti di marginalità urbana che continua a evolversi e diffondersi esprimendo la necessità di comunicazione autentica e profonda.

La proposta formativa si rivolge a terapeuti, psicologi, medici, educatori e lavoratori del „sociale“ che vogliono arricchire le proprie competenze e acquisire risorse creative nella relazione di aiuto.

Docente: Angela Nicotra, laureata al DAMS, vive a Berlino dove si specializza in Danza Movimento Terapia e Gestalt. Oltre all’attività terapeutica lavora come docente in diversi istituti di formazione e progetti di ricerca in Germania, Francia e Argentina. Dal 2009 si dedica ad approfondire gli effetti terapeutici del Tango grazie all’incontro con il Maestro Rodolfo Dinzel. www.nicadanza.com

Costo: 220 € o 170 € entro il 10 Aprile 2020
Iscrizioni: raum@nicadanza.com Tel. 327 5918544

Per pernottare presso l’Officina polivalente delle Arti e dei Mestieri di Bologna – Camere d’Aria: cameredariainfo@gmail.com Silvia 3396171306