Krila – Teatro dell’Oppresso

Dopo una lunga ricerca Krila ha trovato casa a Camere d’Aria perdendo il carattere di associazione ma acquistando quello di progetto permanente all’interno degli spazi di Camere d’Aria e dell’associazione Oltre che lo gestisce. Il progetto Krila propone laboratori di primo e di secondo livello di Teatro dell’Oppresso. Inoltre è impegnata in scambi internazionali con altri gruppi praticanti del TDO ed ha partecipato all’ultima giornata mondiale del TDO tenutasi a Barcellona il 16 marzo 2019.

Il Teatro dell’Oppresso nasce ad opera di Augusto Boal, uomo di teatro brasiliano che, negli anni ’50, comincia un percorso di ricerca esistenziale (attraverso i paesi del Sudamerica fino in Europa) e metodologico (partendo dal metodo Stanislavskij e dal teatro di Brecht, fino a forme analoghe allo Psicodramma moreniano), che approderà ad una forma di teatro politico e sociale nuovo, nutrito, dal punto di vista pedagogico, dell’opera di Paulo Freire: il Teatro dell’Oppresso (TdO).

Tra gli anni ’60 e ‘70, Boal si misura e sperimenta le limitazioni della libertà imposte dai regimi dittatoriali in Brasile e Argentina; successivamente si trasferisce in Europa dove incontra una differente forma di oppressione, quella psicologica tipica delle moderne società occidentali.

Il TdO si presenta come forma di teatro non convenzionale, con una forte valenza politica (anche se rifiuta la tentazione ideologica) ed educativa. Nel TdO si sperimentano direttamente le “meccanizzazioni” corporee e comunicative che ognuno di noi sedimenta nella vita quotidiana e, attraverso l’incontro con l’altro, il soggetto intraprende un percorso di “coscientizzazione”, passo primo e necessario verso il cambiamento.

Il TdO non pretende di fornire alcuna verità, si propone piuttosto come pratica maieutica che spinge gli individui verso il dialogo e il confronto, verso la ricerca di risposte nuove e non stereotipate. Esso propone un insieme di tecniche con l’esplicita finalità di attivare processi di conoscenza e di trasformazione delle realtà oppressive.

Quasi sempre, le manifestazioni di Teatro dell’Oppresso sono caratterizzate da un clima e da toni che si avvicinano di più all’ironia che alla drammaticità: la relazione oppressori/oppressi non viene mai semplificata come contrapposizione tra buoni e cattivi o tra forti e deboli ma viene mostrata in tutta la sua complessità.

Per ulteriori informazioni potete contattare Camere d’Aria oppure scrivere a krilatdo@gmail.com.

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