Nel Ventre – Prova Aperta

Nel Ventre – Prova Aperta

Giovedì 24 Gennaio 2019, ore 21:00

 

Che cosa accadde dentro al cavallo prima dell’ultima battaglia di Troia?
Chi sono veramente quelle sagome nascoste in silenzio?
Eroi?

Nel ventre narra la storia di un’attesa: Ulisse, Epeo (artefice del cavallo), Neottolemo (figlio di Achille) e un manipolo di soldati sono nascosti dentro il cavallo, fuori dalle mura di Troia. È l’ultimo capitolo di una lunghissima guerra, i compagni di armi hanno abbandonato la spiaggia intrisa di sangue, i Troiani da dietro le mura li hanno visti partire.
Ora, là dentro, ci sono pochi uomini, soli, abbandonati a un’idea ardita: pochi uomini per concludere la più grande guerra di sempre. E se i compagni se ne fossero davvero tornati in patria lasciandoli come sacrificio agli dei per un buon ritorno in patria? E se i Troiani non accettassero quel dono per la dea Atena, se lo bruciassero, se lo precipitassero da un dirupo? E se la trappola preparata per Troia diventasse trappola per gli stessi Achei?
Il cavallo è cieco, non ha aperture se non quella che guarda verso il mare, impossibile sapere cosa accada fuori, sulla spiaggia. Il cavallo non ha aperture perché così Atena lo ha mostrato in sogno a Epeo.
Una candela marcatempo per sapere quando bisognerà uscire dalla botola, e il resto è solo attesa e silenzio, paura e silenzio. E nel silenzio il sonno, nel sonno il sogno, un sogno che riempie occhi e orecchie di tutti. Nel sogno una donna, forse una dea, una voce che parla le parole di Laocoonte, quelle di Cassandra, quelle di Elena e quelle di Penelope. Una voce che dice e non dice, una voce che dà suono alla speranza e al dubbio, una voce che dà voce al silenzio. In questo silenzio, uno dei militi osserva e descrive quello che vede: generali, re, condottieri… eroi? Uomini. Semplicemente uomini, con le loro paure, i loro dubbi, le loro speranze.

Nel ventre racconta una storia, un mito che tutti noi conosciamo, ma lo narra da dentro, dal suo interno, da “un prima” che rende questo ennesimo racconto unico e che ha l’effetto di spogliarne i personaggi di tutti gli orpelli che la ripetizione, di cui il mito stesso si nutre, ha attribuito loro: alla fine, ci sono solo uomini nel ventre di quel cavallo abbandonato sulla spiaggia, segno di una apparente resa. Uomini mandati a combattere e uomini che si sono mandati a combattere: generali e soldati, tutti sanno che per loro non ci sarà scampo se i Troiani non cadranno nell’inganno, se distruggeranno il cavallo, se quel silenzio tanto difficile da mantenere non sarà sufficiente a celarli agli orecchi del nemico, se i compagni, una volta dato il segnale da dentro le mura, non torneranno a dar loro manforte.
Così quel grembo si riempie di paure, dubbi. L’eroe si svuota, smette il suo costume e diventa piccolo piccolo di fronte al Fato. Piccolo di fronte alle parole della multiforme Atena che, come un fantasma, cala nel cavallo e tesse, anticipa, nega a ciascuno dei tre eroi l’agognata verità.
Nel ventre è una narrazione sul dover essere, sul destino, il dubbio, sul dover scegliere e soprattutto sulla paura di farlo.

regia Stefano Panzeri
con Stefano Panzeri

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